Sofia Belardinelli
Sofia Belardinelli è una ricercatrice postdoc al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano. Lavora nell’ambito del Progetto PHOENIX, all’interno del quale analizza gli aspetti etici ed epistemologici dell’accettabilità dell’uso dei modelli non animali nella ricerca biomedica.
Dopo aver completato un dottorato in filosofia (etica ambientale) all’università di Napoli “Federico II”, ha lavorato come ricercatrice postdoc per il National Biodiversity Future Center all’università di Padova.
Accanto all’attività di ricerca, Sofia lavora come giornalista scientifica e ambientale per diverse testate. Scrive soprattutto di crisi ambientale, occupandosi in particolare di biodiversità, e di sostenibilità.
Il costo biologico delle relazioni disfunzionali
Lo stress può causare problemi cronici al corpo e alla mente e, a volte, la fonte di questo stress sono le persone: al netto delle differenze sociali che rendono alcune categorie più esposte di altre, serve bilanciare le proprie condizioni di salute anche di fronte a un "incontro negativo".
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Ancora non sappiamo da dove arrivino i gatti
Abbiamo sempre pensato che siano stati addomesticati in Egitto, mentre secondo altri studi bisogna spostare tutto in Mesopotamia, o tra gli insediamenti fenici. Ma come mai, se pensiamo che in Europa non esistessero, abbiamo loro raffigurazioni già di 4000 anni fa?
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Anche ai macachi piacciono i Backstreet Boys
Il senso della musica potrebbe essere uno strumento che aiuta nell'apprendimento linguistico. Ma potrebbe anche essere una competenza intrinseca non solo degli umani come pure di alcuni animali.
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Due specie diverse da una stessa madre
Tra le formiche europee, la Messor ibericus non è in grado di produrre le femmine operaie senza ibridarsi con i maschi di un altro tipo di formica Messor structur. Per farlo ne clonano il genoma, e poi producono una prole appartenente a specie differenti.
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Anche le falene si orientano con le stelle
L'Agrotis infusa migra attraverso l'Australia ogni anno senza perdere la strada perché i suoi collegamenti neurali riescono a decifrare la posizione del cielo. Un gruppo di ricercatori ha provato a confonderla.
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Gli uccelli del miele, i pifferai magici africani
In Eswatini, in alcune popolazioni, i più giovani seguono le indicazioni di alcuni volatili che li attirano e li guidano verso gli alveari delle api selvatiche per procurarsi un dolce bottino in cooperazione. Ma se non vengono ripagati possono vendicarsi.
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