Giorgia Bollati
Giorgia Bollati è giornalista scientifica e ambientale. Fa parte della redazione di Lucy sui mondi e scrive per il Corriere della Sera e per Vanity Fair. È autrice, insieme alla biologa Marta Musso, del libro I vagabondi del mare (Codice, 2025). Nel tempo libero si immerge in apnea, naviga a vela e ama arrampicare.
I ghiacciai, i punti oscuri della biodiversità
Siamo abituati a pensarli come masse di acqua ghiacciata difficili da abitare, e ne studiamo il ruolo climatico, idrico e il valore economico. Ma sono prima di tutto luoghi pieni di vita, di molte forme diverse. Che potrebbe sparire prima che riusciamo a studiarla.
E se non potessimo più fare bagni senza meduse?
Sono talmente tante che hanno spento diverse centrali nucleari e riempiono le reti dei pescatori più dei pesci. Diversamente dagli altri abitanti del mare, le meduse si adattano perfettamente a un mondo antropico. Ma come si vive in un oceano lattiginoso?
Articolo
Autunni anticipati e fioriture vendicative
Le piante che vediamo sono il frutto di milioni di anni di adattamenti. Con la crisi climatica attuale, però, devono attivare strategie di sopravvivenza in tempi molto più brevi. Ma come fanno esseri viventi radicati a terra e con cicli biologici molto lunghi a cambiare così in fretta?
Richard Leakey: una vita per l’Africa
Figlio di due celebri archeologi, Leakey è stato un paleoantropologo, esperto di evoluzione umana, un Indiana Jones dei fossili, conservazionista, politico e attivista. Ha studiato a lungo i più antichi resti umani, per poi mettere la sua conoscenza al servizio dei paesi africani, della biodiversità e della cultura locale, lottando contro colonialismo e sfruttamento.
Costellazioni di DNA nell’acqua
Sapere quali organismi vivono in ogni ambiente è un elemento prezioso per proteggere piante, animali ed ecosistemi. Ma se sulla terra abbiamo molti strumenti per averne prova, negli oceani, nei fiumi e nei laghi diventa più complesso. E allora le tracce genetiche diventano un campo di studio fondamentale.
Storie di primatologhe
Jane Goodall è solo una delle carismatiche figure che hanno studiato i primati, vivendo nel loro habitat, con le comunità umane che le circondano e imparando a farsi accogliere dai gruppi di scimmie del luogo. C'è chi ha detto che la spiccata presenza di scienziate donne nel settore sia dovuta alla loro empatia, ma se la tradizione femminile fosse semplicemente un fattore storico?