Giorgia Bollati
Giorgia Bollati è giornalista scientifica e ambientale. Fa parte della redazione di Lucy sui mondi e scrive per il Corriere della Sera e per Vanity Fair. È autrice, insieme alla biologa Marta Musso, del libro I vagabondi del mare (Codice, 2025). Nel tempo libero si immerge in apnea, naviga a vela e ama arrampicare.
E se le città del futuro non fossero solo per le persone?
Rendere gli spazi urbani accessibili a chi è più fragile e a chi si muove in bicicletta, ma anche agli animali che li abitano, dagli impollinatori agli uccelli. La sfida degli ambienti condivisi è superare una progettazione legata al passato: di questo (e non solo) si parlerà a Torino a Urban Desires.
Articolo
Aver cura della Terra: la conservazione non basta
Dalle foreste di mangrovie alle praterie di posidonia, ripristinare gli ecosistemi è possibile. Ma servono ricerca, interventi mirati e continuità politica: in Europa più della metà dei Paesi, Italia compresa, non ha presentato il piano nazionale di ripristino.
L’ultima frontiera della Terra: gli abissi
Calamari giganti e polpi Dumbo, pesci luminescenti e vermi mangiatori di ossa: in fondo agli oceani vivono organismi che si sono adattati a condizioni estreme. Una biodiversità straordinaria, ancora in gran parte inesplorata e minacciata dallo sfruttamento dei fondali.
I tipping point nella storia e nella scienza
Un granello di sabbia può far crollare un’intera pila, così come un singolo evento può cambiare il corso degli eventi: dall’asteroide che 66 milioni di anni fa colpì la Terra al collasso delle civiltà dell’età del bronzo. Capire questi passaggi può aiutarci a riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi.
Elisabeth Vrba: la moschettiera dell’evoluzione
Elizabeth Vrba ha cambiato il modo di guardare l’evoluzione: dal clima che trasforma gli ecosistemi e favorisce nuove specie al curioso “bricolage” dell’exaptation. Una scienziata capace di vedere l’evoluzione in grande.
I ghiacciai, i punti oscuri della biodiversità
Siamo abituati a pensarli come masse di acqua ghiacciata difficili da abitare, e ne studiamo il ruolo climatico, idrico e il valore economico. Ma sono prima di tutto luoghi pieni di vita, di molte forme diverse. Che potrebbe sparire prima che riusciamo a studiarla.