Giorgia Bollati
Giorgia Bollati è giornalista scientifica e ambientale. Fa parte della redazione di Lucy sui mondi e scrive per il Corriere della Sera e per Vanity Fair. È autrice, insieme alla biologa Marta Musso, del libro I vagabondi del mare (Codice, 2025). Nel tempo libero si immerge in apnea, naviga a vela e ama arrampicare.
Costellazioni di DNA nell’acqua
Sapere quali organismi vivono in ogni ambiente è un elemento prezioso per proteggere piante, animali ed ecosistemi. Ma se sulla terra abbiamo molti strumenti per averne prova, negli oceani, nei fiumi e nei laghi diventa più complesso. E allora le tracce genetiche diventano un campo di studio fondamentale.
Storie di primatologhe
Jane Goodall è solo una delle carismatiche figure che hanno studiato i primati, vivendo nel loro habitat, con le comunità umane che le circondano e imparando a farsi accogliere dai gruppi di scimmie del luogo. C'è chi ha detto che la spiccata presenza di scienziate donne nel settore sia dovuta alla loro empatia, ma se la tradizione femminile fosse semplicemente un fattore storico?
Il teatro che si ripensa sostenibile
Mettere in scena uno spettacolo ha un enorme impatto: costumi, vernici, luci sono inquinanti e costosi. Ma ci sono alcune linee guida che tracciano una transizione consapevole, che racconta un mondo più attento in chiave ecologica. Il Teatro Regio di Parma è capofila in questa rivoluzione.
Articolo
Vita e morte alla fine dell’Impero romano
Indagando i geni delle popolazioni che hanno assistito alla fine di una potenza si scopre, in realtà, l'essenza di un'epoca: niente invasioni barbariche di massa, ma secoli di piccole migrazioni, matrimoni misti e integrazione culturale che hanno plasmato l’Europa centrale e le sue identità.
Il più grande sogno dei virus
Hantavirus, ebola, dengue, malaria: sappiamo come avviene il contagio, eppure proliferano i mercati di animali selvatici e le esplorazioni in aree a rischio, e, poi, continuiamo a gestire male le emergenze. Ma cosa faremmo se scoprissimo che El Niño può aumentare ancora il pericolo?
Pensare come un fiume
Lungo i corsi d’acqua si è sviluppata la nostra storia. Nei secoli li abbiamo sfruttati e contaminati, oggi crescono i movimenti per il riconoscimento dei loro diritti, anche grazie al contributo delle popolazioni native. Ma quanto ha senso identificarli con categorie antropomorfiche?
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