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Tutti gli articoli di Lucy sui mondi.
Dove nascono i ciclopi
Il nostro cervello riconosce volti nelle nuvole e bestie nelle rocce. Secondo una linea di ricerca, è da questa soglia percettiva che provengono i mostri dipinti nelle caverne e tutte le storie che ci rendono animali mitofagi.
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Nessuno sa quanta sabbia ci sia rimasta
Ne estraiamo 50 miliardi di tonnellate l’anno, più di qualsiasi altro materiale solido, ma i dati restano frammentari. E metà delle imprese che la dragano opera dentro aree marine protette.
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Buoni d’istinto, giusti per riflessione
Uno studio comportamentale pubblicato su Nature mostra che cosa ci possono insegnare sulla nascita della morale 537 bambini e qualche migliaio di caramelle.
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Alla ricerca della luce delle prime stelle. Intervista a Emma Chapman
Le sue ricerche di radioastronomia cercano di decifrare la trama invisibile dell’universo per capire quando si sono accesi i primi astri: una nuova frontiera della scienza che cerca una melodia nella gloriosa cacofonia che è il nostro universo.
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Le zecche non sono più quelle di una volta
Sempre più pericolose e numerose anche in luoghi dove fino a qualche anno fa non c’erano, sono responsabili di borreliosi, morbo di Lyme, allergia alla carne di mammifero e complicanze neurologiche, ma la loro invasività è più complessa di quanto sembra.
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I falsi miti che ci raccontiamo sulla caccia
Secondo una certa narrazione, la caccia sportiva concorrerebbe alla tutela della biodiversità. Eppure, ad ascoltare gli scienziati e lo stesso ente tecnico dello Stato, l’uccisione degli animali selvatici può addirittura generare malattie e favorire il bracconaggio.
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Le IA sono pappagalli o alieni?
Il dibattito sulla natura dell’intelligenza artificiale oppone due teorie inconciliabili, che animano una discussione ancora aperta.
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I sogni erano una scienza già tremila anni fa
Gli scribi mesopotamici raccoglievano le visioni notturne in cataloghi ordinati e ne ricavavano previsioni, con criteri razionali e specialisti dedicati. Quello che oggi chiamiamo superstizione era un sapere sistematico, e Freud non ne fu l’inizio.
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I viaggiatori folli partivano per perdere se stessi
Alla fine dell’Ottocento Jean-Albert Dadas percorreva settanta chilometri al giorno, abbandonando casa, moglie e lavoro senza ricordare perché. Lo storico Ian Hacking ha ricostruito l’epidemia di fughe che attraversò l’Europa per ventidue anni, prima di svanire.
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